CSRD 2025: esenzioni per le imprese Wave 1 e nuovi indicatori ESG per le banche nel 2026

La Commissione Europea ha approvato un atto delegato che introduce esenzioni temporanee rilevanti per le imprese incluse nella prima ondata (Wave 1) della direttiva CSRD. Dal 2025, queste società – generalmente le grandi aziende già soggette alla rendicontazione non finanziaria – potranno omettere diversi standard ESG nel resoconto obbligatorio.

Punti chiave:

  • Alleggerimento significativo del carico informativo per queste imprese.
  • L’obiettivo dell’UE è quello di sostenere le aziende durante la fase iniziale di adattamento al nuovo modello di rendicontazione.
  • Resta comunque l’obbligo di riportare indicatori ESG principali e di rimanere trasparenti sugli aspetti di base delle performance sostenibili.

Indicatori di finanza sostenibile per le banche: cosa cambia nel 2026

A partire dal 2026, le banche europee saranno chiamate ad adottare nuovi indicatori di sostenibilità, con l’obiettivo di rendere più trasparente l’impegno del settore finanziario nella transizione green. Al centro del dibattito troviamo il Green Asset Ratio (GAR), l’indicatore che misura la percentuale di asset allineati alla Tassonomia UE.

Novità principali per il 2026:

  • Green Asset Ratio facoltativo fino al 2027: le banche potranno scegliere se pubblicarlo o meno, con la possibilità di ridurre l’onere documentale fino all’89%. Questo approccio graduale mira a semplificare l’adeguamento agli standard ESG senza compromettere la trasparenza.

Crescono gli indicatori alternativi:

  • Modello 2 del Terzo Pilastro: focalizzato sull’efficienza energetica degli immobili, considera i finanziamenti concessi per abitazioni e immobili commerciali.
  • Energy Financing Ratio: bilancia i finanziamenti destinati a progetti verdi e a settori ad alte emissioni. Alcuni istituti internazionali lo utilizzano già come metrica di riferimento.
  • Modello CR1: misura l’esposizione al credito verso le PMI, introducendo anche una dimensione sociale nell’analisi ESG.

Obiettivo generale: garantire un giusto equilibrio tra la semplificazione della rendicontazione ESG e la necessaria trasparenza nei confronti di stakeholder, investitori e autorità di vigilanza.

Riassumendo:

StakeholderImpatto principaleAzioni consigliate
Imprese Wave 1Meno dati richiesti nel 2025Rivedere i processi di rendicontazione, concentrandosi su indicatori essenziali
BancheGAR facoltativo + nuovi KPIAnalizzare la rilevanza degli indicatori alternativi, preparare governance ESG orientata a nuovi criteri

il quadro regolatorio si sta evolvendo verso maggiore flessibilità e focalizzazione. La semplificazione non elimina la responsabilità: impresa e banche devono sfruttare questo periodo per rafforzare due dimensioni:

  • Interna: processi ESG efficienti e strutturati, governati su metriche chiave.
  • Esterna: trasparenza selettiva ma solida verso stakeholder, mercato e regolatori.

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