Pubblicati i nuovi ESRS

Gli standard europei semplificati per la rendicontazione di sostenibilità

Il 21 settembre 2026 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) aggiornati (https://eur-lex.europa.eu/eli/reg_del/2026/1563/oj/eng). Il Regolamento entrerà in vigore il 10 novembre 2026.

Il Regolamento delegato (UE) 2026/1563, adottato dalla Commissione Europea il 3 luglio 2026, modifica gli ESRS introdotti dal Regolamento delegato (UE) 2023/2772, con l’obiettivo di rendere la rendicontazione di sostenibilità più semplice, proporzionata e focalizzata sulle informazioni realmente materiali.

Quando si applicano?

I nuovi standard saranno applicabili agli esercizi finanziari che iniziano dal 1° gennaio 2027, trovando quindi normalmente applicazione nei report pubblicati dal 2028.

Per il 2026 (e quindi pubblicazione 2027), è prevista una fase transitoria che consente alle imprese interessate di scegliere quale versione degli ESRS utilizzare, secondo le condizioni stabilite dal Regolamento.

Cosa cambia con i nuovi ESRS?

La revisione si inserisce nel processo di semplificazione avviato con il pacchetto Omnibus I e interviene in maniera significativa sulla quantità e sulla struttura delle informazioni ESG richieste alle imprese.

Tra le principali novità:

  • forte riduzione dei datapoint richiesti, con l’obiettivo di alleggerire gli oneri amministrativi ma maggiore attenzione alle informazioni quantitative e materiali;
  • distinzione più chiara tra informazioni obbligatorie e volontarie, oltre che maggiore flessibilità nella rappresentazione delle informazioni;
  • semplificazione e maggiore chiarezza nell’applicazione della doppia materialità;
  • rafforzamento dell’allineamento con gli standard internazionali di rendicontazione di sostenibilità.

Meno datapoint non significa meno strategia, la revisione degli ESRS riduce la complessità della rendicontazione, ma non modifica un elemento fondamentale cioè che la sostenibilità deve essere sempre più integrata nei processi decisionali e nei sistemi di gestione aziendale.

Il reporting può infatti diventare uno strumento per individuare impatti, rischi e opportunità ESG realmente rilevanti e per questi definire KPI e obiettivi misurabili. Inoltre, la rendicontazione è utile per collegare dati finanziari e informazioni di sostenibilità permettendo di monitorare il raggiungimento di obiettivi e l’efficacia dei piani di transizione in atto permettendo di avere una comunicazione ESG più solida e documentata.

Una base informativa strutturata rappresenta inoltre un elemento importante per supportare la credibilità delle dichiarazioni ambientali dell’organizzazione e ridurre il rischio di comunicazioni non adeguatamente supportate o potenzialmente riconducibili a fenomeni di greenwashing.

S.C.F. international S.r.l. può affiancarti nell’applicazione dei nuovi ESRS

Il passaggio ai nuovi standard richiede di comprendere non soltanto cosa è cambiato, ma soprattutto quali conseguenze produce sui processi di raccolta, controllo e rendicontazione già presenti in azienda.

S.C.F. può supportare le imprese attraverso:

  • Gap analysis ESRS: confronto tra l’attuale sistema di rendicontazione e i nuovi requisiti, individuando datapoint eliminati, modificati o ancora necessari.
  • Analisi di doppia materialità: supporto nell’identificazione e valutazione degli impatti, rischi e opportunità ESG rilevanti secondo il nuovo impianto degli ESRS.
  • Mappatura e gestione dei dati ESG: individuazione delle fonti informative, dei responsabili, dei processi di raccolta e dei sistemi di controllo necessari per costruire dati affidabili e tracciabili.
  • Adeguamento della rendicontazione di sostenibilità: supporto nell’aggiornamento della dichiarazione di sostenibilità e dei relativi processi interni secondo i nuovi ESRS.
  • Sistemi di gestione, certificazioni e rendicontazione delle emissioni GHG: supporto nella progettazione, implementazione e miglioramento dei sistemi di gestione, nella preparazione ai percorsi di certificazione e verifica e nella quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra secondo metodologie riconosciute, anche attraverso l’applicazione della ISO 14064-1, rafforzando tracciabilità, robustezza e verificabilità dei dati climatici.
  • Verifica della coerenza delle informazioni ESG e presidio del rischio Greenwashing: analisi della tracciabilità e del supporto documentale delle informazioni ambientali utilizzate nella rendicontazione e nella successiva comunicazione aziendale, per favorire claim coerenti con le evidenze disponibili e con il quadro normativo europeo applicabile.

E se la mia impresa non rientra più nella CSRD?

Essere fuori dal perimetro obbligatorio della CSRD non significa necessariamente essere fuori dalla rendicontazione ESG. Clienti, banche, investitori e altri stakeholder possono continuare a richiedere informazioni sulla sostenibilità.

Per le imprese non soggette alla CSRD, il nuovo quadro europeo prevede inoltre uno standard volontario di rendicontazione, costruito a partire dal VSME, che può diventare un riferimento comune per rispondere alle richieste ESG provenienti dalla catena del valore e dal sistema finanziario.

Obbligatoria o volontaria, la rendicontazione può quindi diventare uno strumento per conoscere meglio l’organizzazione, governare rischi e opportunità e trasformare i dati ESG in informazioni utili alle decisioni aziendali.

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