Dai CAM alle gare, la sostenibilità diventa un criterio premiante
La sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più concreto negli appalti pubblici. Non si tratta più soltanto di acquistare prodotti a minore impatto ambientale o di introdurre requisiti relativi a consumi energetici, emissioni, circolarità dei materiali e gestione dei rifiuti.
In alcuni dei più recenti CAM[1] (Criteri Ambientali Minimi) è comparso infatti un elemento ulteriore: la valutazione dei rischi non finanziari ESG dell’operatore economico, supportata da un’attività di verifica e validazione svolta nell’ambito del sistema di accreditamento.
Il passaggio è rilevante: la sostenibilità dell’organizzazione non rimane più soltanto un elemento reputazionale o di rendicontazione, ma può tradursi in punteggio nell’offerta tecnica e, quindi, in un concreto fattore competitivo nell’aggiudicazione di un contratto pubblico.
Il fenomeno non è confinato ai decreti ministeriali. Esistono già procedure nelle quali le stazioni appaltanti[2] hanno tradotto le indicazioni dei CAM in concreti criteri di valutazione dell’offerta.
Che cos’è un rating ESG?
ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance. Un rating ESG è il risultato di una metodologia attraverso la quale viene valutato il profilo di un’organizzazione rispetto a determinati aspetti ambientali, sociali e di governance.
A seconda della metodologia adottata, il risultato può essere espresso attraverso un punteggio, una classe di rating, un livello di esposizione al rischio o una combinazione di questi elementi.
Ma esiste un punto fondamentale: non esiste un unico rating ESG universale.
Esistono diversi programmi e schemi proprietari, ciascuno dei quali può definire propri indicatori, algoritmi di valutazione, criteri di ponderazione, soglie e classi di rating.
Per comprendere il significato del riferimento ai rating ESG contenuto nei CAM è quindi necessario distinguere chiaramente i soggetti che intervengono nel processo.
Rating ESG, schema proprietario e accreditamento: chi fa cosa?
Dietro un rating ESG accreditato esiste una precisa catena di ruoli e responsabilità. Il Program Owner definisce lo schema proprietario, la metodologia, gli indicatori e i criteri di scoring attraverso cui viene attribuito il rating ESG all’organizzazione. Accredia valuta l’idoneità del programma ai fini dell’accreditamento e accredita gli Organismi di Verifica e Validazione (OdVV) che operano sullo specifico schema, secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029. Il OdVV quale soggetto indipendente, verifica e valida dati, evidenze e asserzioni alla base della valutazione ESG e, al termine del processo, rilascia una opinion. Rating e opinion hanno quindi funzioni diverse: il primo esprime il risultato della metodologia ESG, la seconda rappresenta l’esito della verifica indipendente svolta sotto accreditamento. Si crea così una vera e propria infrastruttura di fiducia, nella quale schema proprietario, rating, accreditamento e verifica svolgono ruoli distinti ma complementari.
Perché questo sistema è rilevante per gli appalti pubblici
Dal punto di vista della Pubblica Amministrazione, il problema centrale è l’affidabilità delle informazioni. Una stazione appaltante che intende attribuire punti alla sostenibilità di un operatore economico deve poter distinguere tra una semplice dichiarazione aziendale e una valutazione supportata da evidenze sottoposte a verifica indipendente.
L’introduzione di un organismo di verifica e validazione accreditato risponde proprio a questa esigenza, l’impresa non si limita a dichiarare di possedere determinate performance ESG: le informazioni alla base della valutazione vengono sottoposte al processo di verifica e validazione previsto dal programma.
Questo può contribuire a ridurre il rischio di greenwashing e social washing, aumentando l’affidabilità delle informazioni utilizzate dalla stazione appaltante per attribuire il punteggio.
Dal prodotto sostenibile all’organizzazione sostenibile
La presenza dei rating ESG nei CAM segna un’evoluzione del procurement sostenibile: accanto a ciò che viene acquistato, assume rilevanza anche come l’organizzazione gestisce i propri rischi e impatti ESG. Non vengono sostituiti i requisiti ambientali di prodotti e servizi, ma viene aggiunto un ulteriore livello di valutazione dell’operatore. Le prime applicazioni nelle gare mostrano inoltre che una valutazione ESG verificata può tradursi in punteggio dell’offerta tecnica e vantaggio competitivo. La direzione è chiara: negli appalti pubblici la sostenibilità passa progressivamente dall’essere dichiarata all’essere misurata, verificata e dimostrata.
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[1] • CAM Edilizia, adottati con DM 24 novembre 2025 e in vigore dal 2 febbraio 2026, che prevedono la valutazione dei rischi ESG tra i criteri premianti sia per i servizi di progettazione (criterio 2.6.4) sia per l’affidamento dei lavori (criterio 3.2.5);
• CAM Infrastrutture stradali, adottati con DM 5 agosto 2024 e successivamente modificati dal DM 11 settembre 2025, che contemplano tra i criteri premianti la valutazione dei rischi non finanziari o ESG (criterio 2.5.3);
• CAM per l’affidamento integrato di contratti a prestazione energetica (EPC), adottati con DM 12 agosto 2024, nei quali la valutazione dei rischi non finanziari o ESG è prevista come criterio premiante sia per il servizio elettrico (criterio 2.3.7) sia per il servizio termico (criterio 3.3.7).
[2]– l’Accordo Quadro Consip per il Multiservizio Integrato Energia e i servizi connessi per le Pubbliche Amministrazioni Sanitarie – Edizione 1 (ID 2635), nella cui documentazione di gara è prevista l’attribuzione di un punteggio in relazione alla valutazione del livello di esposizione ai rischi ESG e alla relativa attestazione rilasciata da un Organismo di Verifica e Validazione accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029;
– l’Appalto 24/2025 del Comune di Milano, nella cui documentazione è previsto uno specifico subcriterio dedicato alla “Valutazione dei rischi non finanziari o ESG (Environment, Social, Governance)”, associato alla valutazione del livello di esposizione dell’organizzazione ai rischi ESG e alla relativa attestazione.
